Assiomi pisco-socio-catartico-anarchici, per lo meno x me

11 Ottobre 2006 8 commenti

·Le problematiche sociali sono un insieme di problematiche individuali.
·Le problematiche individuali attengono a disagi di natura familiare e ambientale spesso ignorati da chi avrebbe il compito istituzionale di prestare aiuto.
·Come non si puo costruire un palazzo partendo dal soffitto non si puo affrontare il problema del disagio psichico senza partire dalle sue fondamenta.
·Le fondamenta sono le prime relazioni che ogni individuo e costretto ad instaurare con chi si prende cura di lui.
·Bisogna capire che chi si prende cura di un bambino non sempre agisce bene,e non bastano le buone intenzioni.
·Lindividuo sin dalla nascita e psicologicamente sano ,puo solo peggiorare.
·Cio che ci fa ammalare e il dover rinunciare a se stessi per far contenti i caregiver.
·Le psicosi le tossicodipendenze lalcolismo sono un meccanismo di difesa contro il dolore psichico.
·Quando possiamo esprimere avversivamente uno stato egodistonico possiamo avere la possibilita di uscire dalla sofferenza
·Lespressione della sofferenza ha Il dolore psichico e la sofferenza che non si puo esprimere coscientemente
·bisogno di un ambiente di contenimento della sofferenza
·Lambiente di contenimento e caratterizzato sia da un luogo fisico che da protezione sia dalla presenza di una o piu persone che siano capaci di dare contenimento
·La capacita umana di dare contenimento si puo imparare
·Per imparare la capacita di contenimento bisogna passare attraverso il ruolo del malato
·Un educatore,un insegnante ,un genitore per esercitare il proprio mestiere deve sapere cosa è loggetto del suo lavoro
·La persona umana non si puo studiare e capire senza il coinvolgimento umano
·Non si puo pensare di essere psicologicamente sani se non si sa quanto si è psicologicamente malati
·Per essere consapevoli di essere malati bisogna essere abbastanza forti per sopportarlo
·Chi non ha la forza o lopportunita per dirsi la propria veritanon puomigliorare
·Per migliorare il malato deve sentire che il proprio educatore e piu sano di lui
·Le persone cosiddette malate hanno una straordinaria capacitadi sentire chi e veramente la persona che hanno davanti
·Se la societa non riesce ad aiutare i cittadini a migliorare perche e piu squilibrata di loro.

Il contesto come categoria emozionale

26 Maggio 2006 13 commenti

Brano tratto da
Rivista di Psicologia Clinica, n.2, 1995 pg. 5-20
Il rapporto individuo-contesto
Renzo Carli
Dipartimento di Psicologia, Università di Roma, ?La Sapienza

Il modo di essere inconscio della mente risponde ad alcune caratteristiche che lo rendono acontestuale.
Per converso, le differenziazioni più primitive del modo di essere inconscio contribuiscono ad una configurazione di contesto: penso alle categorie ?affettive? dentro-fuori, davanti-dietro, alto-basso che, pur se riferite alle esperienze somatiche, possono contribuire ad una differenziazione emozionale del rapporto con ?l?altro? e quindi alla configurazione di varietà contestuali.
Si tratta di categorie che possono contribuire alla comprensione di momenti storici, di dinamiche culturali, di modalità di dispiegamento sociale.
Dentro-fuori; l?appartenenza e l?estraneità, l?in-group e l?out-group, i blocchi contrapposti, le ideologie come luoghi di aggregazione e di divisione; ma anche i ?distintivi? all?occhiello, le tessere di iscrizione, le uniformi e le divise da indossare nei convegni; l?amico e il nemico, il buono da mettere dentro e il cattivo da espellere, il cerchio come limite di separazione, il ministero degli interni, ma anche l?arredamento da interni, e la televisione che porta dentro ciò che sta fuori, che crea idee, modi, comportamenti ?da interni?, in un passaggio senza soluzione di continuità dallo ?Studio Uno? al salotto di casa ed all?ascolto in interno, ciabatte, noccioline, un goccio di whisky e la poltrona sempre più consunta, tanto è quella da Tivù. E? un?epoca che si può caratterizzare emozionalmente come dentro-fuori.
Grande-piccolo; il potere dell?uno sull?altro, degli uni sugli altri. I quattro grandi, ma anche i grandi letterati, i grandi fisici, quello è un grand?uomo. La sicurezza sfrontata di chi ha santi in paradiso; i grandi politici che pensano a noi piccoli uomini, piccola borghesia, piccoli imprenditori, piccoli fratelli.
Giocare alla grande, vivere alla grande, ma anche il grande vecchio, fondare un grande partito, o rilanciare una grande azienda. Una vecchia canzone di Michele Straniero parlava della mediocrità di chi si accontenta: una piccola casa, una piccola messa alla domenica, una piccola Fiat. . .etc.
Le differenze di potere e quelle di appartenenza hanno costituito i modi per la strutturazione dei contesti nell?Italia, dal dopoguerra ad oggi, accompagnando una generazione, la mia, negli ideali e nella meschinità, nelle realizzazioni e nella distruzione.
Davanti-dietro. Viene alla mente Ruskin che si arrampica su una lunga scala appoggiata alla parete sinistra di San Zanipolo, o a quella del transetto dei Frani di Venezia, per guardare dietro ai monumenti funebri ivi stratificati nei secoli.
Là sta la differenza tra gotico e rinascimento, dice il grande studioso inglese nelle sue Pietre di Venezia: i gotici finivano anche ?dietro? le loro figure funebri, mentre col rinascimento inizia l?era dell?apparenza, delle finzione. Vedere per credere.
Davanti, d?altro canto, vuoi dire schiettezza; ma anche il luogo della differenza, di ciò che si vede.
Dietro è il lavorare nell?occulto, il prendere in giro, il circuire.
Stiamo vivendo un momento della storia del nostro Paese caratterizzata dalla convinzione di poter finalmente sapere cosa stava dietro a gruppi di potere o di appartenenza, ad avventure e successi politici, aziendali, di consorterie, gruppi e società più o meno segrete. Ma anche la convinzione solida che ?certi? segreti non verranno mai svelati, che nessuno arriverà mai a sapere bene cosa stava dietro a ?certi? avvenimenti.
3. I modi di conoscenza degli psicologi
Ho proceduto sino a questo momento per categorie allusive, atte a definire dimensioni contestuali non riferibili a precise strutture organizzative quanto invece a momenti culturali, situazioni, ?climi? politici e sociali che tutti noi possiamo riconoscere anche nella nostra più recente esperienza.
Le categorie utilizzate sono riferibili alla più primitive simbolizzazioni affettive, quelle simbolizzazioni che ontogeneticamente e, forse, filogeneticamente hanno segnato la storia dell?uomo, la sua capacità di ?uscire? dall?universo omogeneo indivisibile del modo di essere inconscio (Matte Bianco, 1975) per ?organizzare? differenze emozionali nel proprio rapporto con il mondo.
Ma non è questo aspetto che qui interessa sottolineare; aspetto che rimanderebbe necessariamente al ?bambino? o alla fase ?bambina? dell?umanità. Rimando in proposito al saggio di Beretta (1974), che dopo molti anni rimane ancora una pietra miliare per la conoscenza psicologica di questa tematica.
Qui interessa, di contro, evidenziare che queste simbolizzazioni affettive sono ?condivise? socialmente; e che tale ?condivisione? avviene nel registro del modo di essere inconscio della mente per chi condivide relazioni definite entro le strutture sociali: siano queste ultime le strutture familiari, quelle lavorative, di partecipazione politica o di fruizione dei mezzi di comunicazione di massa, televisione in particolare.
Ho proposto di chiamare collusione questa fenomenologia che regola l?interazione di ciascuno di noi con il contesto; contesto per definizione relazionale, dato che il modo di essere inconscio della mente conosce per simbolizzazioni affettive, quindi intenzionate, ogni ?stimolo? ambientale.

Popolo e Populismo

26 Maggio 2006 Commenti chiusi

brano tratto da www.claudio-rise.it/editoriali/populismo.htm

?Imprendibilità? del popolo

Inoltre il populismo, come ogni aspetto del vivente, più o meno mostruoso e sorprendente, è inafferrabile da ogni igienismo politologico. Perché il popolo ha, tra le proprie caratteristiche, una sorta di imprendibilità, uno stare per sé, che lo mette al riparo da ogni condizionamento duraturo da parte del potere. Come dimostrano gli eroi popolari (tra i quali eccelle Till Eulenspiegel, il mito fiammingo di cui Gérard Philipe diede un?indimenticabile interpretazione cinematografica alla fine degli anni 50). Il popolo finge adesione al potere, ma se la riprende abbastanza rapidamente quando percepisce che il potere si è fatto gioco di lui in quanto popolo, dei suoi interessi materiali e dei suoi riferimenti trascendenti (si vedano i grossi spostamenti di voti da un turno elettorale ad un altro, fonte di tante patologie ansiose nei rappresentanti politici). Dalla Rivoluzione Francese al secondo dopoguerra mondiale è sembrato ? a dire il vero- che la forza degli universalismi e delle ideologie moderne avesse sottomesso il popolo, una volta per tutte. Ma poi, in particolare dagli anni 90 in poi, si è capito che non era così.
Il popolo, che junghianamente potremmo vedere come una sorta di Sé della Comunità, in gran parte inconscia della sua esistenza, ma attivo dal profondo, era sempre lì. Beffardo come Till; irriducibile a ogni logica normalizzatrice, come un ?complesso autonomo?; avido come un bottegaio; religioso come un contadino; disincantato come una bella donna circuita da tutti; appassionato come un amante. Il popolo è ancora lì, per conto suo, pronto a cambiare bandiera e cavallo, e disarcionare chi in nome suo lancia proclami. Alla fine, contrariamente a quanto accade nell?immaginario del politico paranoico, è lui che decide, e non le supertecnocrazie, o i comitati ristretti.
Per questo, i populismi fioriscono.

Claudio Risé

Siamo in pericolo

15 Maggio 2006 8 commenti

Adesso il centrosinistra è alla prova del nove.

Il Papa contro è contro i pacs. Se con una mano leva con l’altra da, apre sulla clemenza ai detenuti.

Caso Abu Omar. Gli Usa hanno invaso la sovranità nazionale.
Il C.S saprà essere capace di fare chiarezza? Si sà già molto, rimane solo da definire se l’intelligence italiana era al corrente ed ha collaborato o se le 22 cime della CIA hanno pasticciato tutto da soli.
In ogni caso una bella gatta da pelare!

Personalmente sono disilluso sulla capacità di Prodi di andare contro il Papa e Usa, vedremo.

Devo dire onestamente che, se per quanto rigurda il caso dell’Imam posso accettare che non se ne verrà a capo ( gli accordi vogliono che si neghi sempre e reciprocamente), sui pacs non rinuncio.

Per costituzione siamo uno stato laico, il vaticano non può commettere ingerenze del genere. Siamo in pericolo.

Tutti i razzismi e i nazismi (qualcuno dirà pure ” comunismi”) sono iniziati con una discriminazione.

Coppie di fatto, etero ed omo rappresentano, che piaccia o no, sono una realtà sociale in netto aumento.

Giusto per completezza, e di aiuto per i più bigotti, c’è da sapere che il nostro ISTAT durante le sue rilevazioni considera Famiglia la convivenza di due o più persone unite da vincoli affettivi e non di opportunità ( subaffito, ecc) senza distinzione di genere.

A mio avviso siamo in pericolo, coppie etero ed omo ACHTUNG!!!!

Bene/Male/detto XVI ci guarda, e credendosi Dio in Terra dice ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, giudica, predica bene ma a casa Sua razzola male.
Per la cronaca due giorni fa a Roma un pezzo da 90 di prelato della Segreteria Vaticana è stato per colto con il sorcio in bocca, si trovava nei pressi di Valle Giulia a Roma in cerca di Trans-compagnia, all’Alt della Polizia ha cercato di scappare tamponando la volante. Per caso qualcuno oltre a leggere un trafiletto su Repubblica, ne ha sentito parlare negli stessi TG che non si risparmiano a divulgare il Vangelo secondo Josef.

Per parafrasare il caro Giobbe Covatta, non sono Io che sono anticlericale, siete Voi che siete Razzisti!!!!

Sciopero fiscale? In galera devi andare.

10 Maggio 2006 14 commenti

Napolitano mi piace, è un’uomo serio e competente, a mio avviso l’uomo giusto per non far rimpiangere Ciampi, anzi.
Adesso però prepariamoci tutti allo sciopero fiscale di Berlusconi e compagnia bella. Sto ancora ridendo….

Berlusca che dice di voler fare lo scipero fiscale, è come un’anoressica che minaccia lo sciopero della fame!

Altro che sciopero fiscale, IN GALERA!!!!! con l’amico Previti, Dell’utri, Storace e 3/4 della coalizione tua!!!

A proposito di Quirinale…

5 Maggio 2006 8 commenti

A proposito di Quirinale, vorrei che qualcuno molto più intelligente di me, mi spiegasse perchè un Comunista non può stare al Colle, Dalema o non Dalema.

Vorrei capire perchè un comuista o ex comunista non può essere un Presidente della Repubblica, invece un Democristiano o ex Democristiano può.

Vorrei che qualcuno mi aiutasse a capire, e capire soprattutto perchè anche nella sinistra non vedo tutta l’indignazione che meriterebbe una situazione del genere.

Lo scudo crociato è più “nobile” dei proletari falce e martello?

Chi rappresenta i valori dell’antifascimo ha meno meriti di chi sta al governo con i fascisti?

E’ questo il Paese dove vivo?

Aiutatemi a capire, perchè inizio ad incazzarmi.

Battute e Aforismi quà e là

28 Aprile 2006 3 commenti

– Sono una persona dai gusti semplici, mi piace solo il meglio.
- Non sono grasso, sono solo sotto la mia altezza forma!
- Non ti ha mai detto nessuno che sei un bravo manager? Bene, allora, non è il caso di iniziare adesso!
- Io e mia moglie ci teniamo spesso la mano. Altrimenti ci prendiamo a sberle
- Sei il tipo di manager che si incontra una sola volta nella vita. Se sei proprio sfigato due!
- Non è giusto chiederti di agire come un manager: non sei un imitatore.
- I comici si dividono in due categorie: quelli che fanno ridere e quelli che dicono di far ridere. Io, ad esempio, faccio ridere!
- Mia sorella è l’angolo del focolare…al chilometro 5 sulla statale.
- Io me ne fotto del prossimo. Figuratevi del primo!
- “Quanto costa il taxì!
‘Bè, dipende dal tempo…’
“Supponiamo che piova…!”
- Non ho ancora capito se il mio cane è maschio o femmina, perchè quando fa la pipì si chiude in bagno!
- Noi artisti di strada siamo gente che lavoriamo un giorno qui ed un giorno là.
Praticamente due giorni l’anno.
- Ho visto i Cobas del latte incontrarsi con i Cobas dei Corn Flajes per una colazione di lavoro
- Scusa , mi presteresti la tua faccia che devo fare una brutta figura?
- L’amore è l’unica guerra nella quale si va a letto con il nemico
- Dio, dicono , ha i suoi disegni. E allora perchè non fa una mostra?
- Sono bravissima a mantenere la casa. Ogni qualvolta mi separo, mantengo la casa!
- Prendete un circolo, accarezzatelo, diventerà vizioso!
- Faccio degli errori, ma siccome sono preciso faccio sempre due copie!
- Questo stufato è squisito mamma. L’hai comprato con le tue mani?
- Ma un bolzanino di un metro e ciquanta che razza di altoatesino è?
- Ho sposato una donna piccola perchè dovendo, in ogni caso, prender moglie ho scelto il male minore.
- Una volta ho deciso di mettermi a dieta…
sono state le tre ore più brutte della mia vita.
- Il problema del non far niente è che non capisci mai quando hai finito.
- Sono stato buttato fuori dall’aula durante l’esame di metafisica: mi hanno scoperto che copiavo nell’animo del mio vicino.
- La lana di vetro si fa con le pecore di Murano?
- Ridi, e il mondo riderà con te; piangi, e piangerai da solo!
- “Mi dica: e’ vero che lei lavora per la televisione?”. “Beh, si’ e vero…ancora due rate e l’avrò pagata finalmente tutta!”.
- “E’ in momenti come questo che mi pento di non aver ascoltato quel che mia madre mi diceva sempre”. “Che cosa diceva?”. “E che ne so? Non ascoltavo”.
- Colmo per un editore: non avere voce in capitolo!
- Grembiule nero e fiocco azzurro: per un bambino milanista il primo giorno di scuola e’ un trauma.
- Amore: Cara, saro’ il tuo calorifero, finche’ non sarai stufa
- Avete mai notato che i parenti si misurano in gradi… come le scottature e i terremoti?
- I comici sono diversi da qualsiasi altro individuo. Vedi me: per una buona battuta darei mia moglie in pasto ai lombrichi. Beh, anche per una battuta cosi’ cosi’.
- Istambul, arrestato un chiromante. Non solo leggeva le mani, le faceva anche rilegare.
- Ci siamo comprati un gatto delle nevi. Lo nutriamo con Kitekat ghiacciato.
- Era una donna tutta di un pezzo. Poi fuggì con un prestigiatore, che la segò in due.
- Ho iniziato un corso di karate per corrispondenza. Il mio postino è pieno di lividi.
- Per un periodo feci anche l’uomo-sandwich, ma andò male. Mica è facile trovare fette di pane così grandi.
- Lo dico e lo ribadisco: la più grande invenzione della storia non è stata la ruota, ma il Latte di Mandorle. Dite di no? …provateci voi a mungerle.
- C’è un tempo per fare e un tempo per riposare. Che colpa ho se perdo sempre il primo tempo?
- A forza di insistere mia moglie mi ha convinto ad iscrivermi ad una Banca del Seme. Quello che ora mi preoccupa è sapere come pagheranno gli interessi.
- E’ difficile discutere pacatamente con un triangolo. Soprattutto se è ottuso.
- “Che tipo di preliminari prediligi?”. “Contrattare sul prezzo”.
- Oggi il mare era liscio come olio. Bella giornata per le alici.
- Il fumo uccide. Ma la vita mica scherza.
- Il mio primo film si chiamava “Chiuso per ferie”. Uscì ad Agosto. Andò malissimo.
- Ottimista e’ colui che crede che una donna abbia terminato la sua telefonata solo perche’ ha detto: “Allora ti saluto…”.

?

21 Aprile 2006 6 commenti

Dopo questa estenuante epopea elettorale, emblema dei tempi, mi rimangono poche certezze e molti dubbi…devo riflettere ancora un pò, c’è qualcosa che mi sfugge.

Chi non tollera, ipersemplifica.

4 Aprile 2006 10 commenti

Ero indeciso se tornare a scrivere di Berlusconi, o cogliere i pensieri che sono affiorati alla notizia del barbaro omicidio di Tommaso e gettare due righe su quello che ancora non ho sentito dire. Meglio la seconda mi sono detto.
C’è una sola parola sulla quale ruotano i miei pensieri, si chiama tolleranza.
Cercherò di spiegarmi meglio, quando accadono atti così feroci improvvisamente ci scandalizziamo, proviamo orrore e torniamo a parlare di pena di morte, senza fare neanche un minimo cenno al perchè accadono cose di questo genere.
Proverò a dirlo in modo semplice.
Non conosco un solo caso, nell’abbondante letteratura clinica digerita, di una persona violenta che non abbia a sua volta subito violenza, e allora cosa fare?
Chi è questo uomo adulto che oggi uccide barbaramente un piccolo uomo?
Tolleranza signifa farsi domande, domande complesse non facili facili.
Pena di morte si o pena di morte no. Cazzate!
Il vero problema è che un paese civile, una società civile è fondata sulla tolleranza, quella vera non quella facile facile.
La Tolleranza non significa accettare supinamente ognicosa.
Tolleranza significa Contenere.
Un contenimento psichico della sofferenza, della rabbia disumana, della voglia di vendetta, ma soprattutto una tolleranza verso la complessità delle cose, tollerare signica anche non cedere alla tentazione di semplificare troppo la realtà.

La violenza non è solo quella fisica, e non sono tra quelli che pensano che uno stupratore sia stato stuprato ecc. Non è così che funziona.
La violenza ha molte forme, si può subiure un atto di umiliazione psichica che sfocia in un’atto di violenza fisica e viceversa.

La psiche umana è complicata e tuttavia ha le sue leggi.
Conoscere almeno una di queste leggi permetterebbe di vivere in una società migliore.
Potrei sbagliarmi ma non credo che chi ha rapito Tommaso volesse ucciderlo, credo piuttosto che il pianto o forse le convulsioni abbiano scatenato una reazione psicotica dell’aggressore, una intolleranza!
che ha potuto godere dell’omertà dei complici involontari di un infanticidio.
Altra parola magica Prevenzione.

Che accidenti vorrà mai dire prevenire la violenza?
Prevenire la violenza significa riuscire ad avere in tutte le scuole di tutti i livelli unità di intervento psico-socile, vuol dire avere tanti soldi a disponsizione.
Sì certo, ci vorrebbbe un esercito di persone molto ben formate, psicologi, pedagoghi,sociologi, psicoterapeuti e psichiatri davvero eccellenti.
Ne servirebbero tanti diciamo decine di migliaia ben addestrati, che possono godere di attrezzature, di un forte supporto politico…..cazzo mi sembra di stare parlando dei militari in Iraq!!!….idea!, perchè non gli facciamo prendere qualche laurea, ai nostri soldati, e non li mandiamo nella scuole in una Vera Missione di Pace?

Perchè Berlusconi non è un grande comunicatore

29 Marzo 2006 11 commenti

Sarò breve: Ieri sera a Ballarò si è consumata una della pagine migliori della televisione politica di sempre.
Di fronte, il grande comunicatore ammaliatore delle folle, presidente del consiglio Sivio Berlusconi e l’uomo che eredita la cultura del mangiare i bambini magari prima sbollentati, Bertinotti.
Non entro nel merito dei contenuti della trasmissione perchè sarebbe superfluo, vorrei solo limitarmi a chiarire se possibile, perchè Berlusconi non è un grande comunucatore così come molti sostengono.

Un eccellente comunicatore conosce,oltre tutte le tecniche di P.N.L che il nostro Silvo ha digerito in anni ed anni di training specifico, anche una regola non scritta e quasi mai insegnata dai pnllisti, ovvero deve esserci una forte congruenza tra quello di cui si sta parlando e le espressioni muscolo-facciali, tono, timbro nonchè contenuti verbali puri.
Berlusconi è un signore che ha studiato molto per comunicare da ammaliatore ma questo ha funzionato solo perchè faceva promesse, quando parlare significava parlare di cose altre e non proprie.

E’ facile, troppo facile per un comunicatore studiato come lui, accapparrarsi il consenso quando si tratta di affascinare con sogni usando la gestualità delle mani e saltanto i contenuti scomodi.

Bertinotti di contro ha dato una grande lezione di stile,e di grande capacità comunicativa, direi che è stato du una misura non quantificabile,al di sopra del grande Silvio.

Ma Bertinotti ha dalla sua parte quello che manca a Berlusconi la CONGRUENZA, ovvero: dire fare agire interagire rispondere, sempre con un perfetto rapporto tra il significato( contenuoto) ed il segno (quello che da fuori viene letto).

Bertinotti a differenza di Berlusconi non ha bisogno di studiare P.N.L ,come del resto non è ha bisogno chiunque non deve nascondere nulla.
Grande Floris per aver gestito l’ingestibile con Rotondi in preda ad uno stato confusionale.
Buona giornata a Tutti